Dumping contrattuale, il Segretario generale Fisascat Cisl Nazionale: aberrazione da sconfiggere con la rappresentatività del sindacato vero

Il dumping contrattuale "è un’aberrazione che confligge irrimediabilmente con ogni nostro valore fondativo: lo sfruttamento delle persone che lavorano. Nel commercio e nei servizi, il confronto fra i Ccnl sottoscritti da Filcams, Fisascat e Uiltucs e quelli riconducibili a 'sigle minori' fa emergere divari significativi, dal 25% di macellai e camerieri di ristorante fino a toccare il 40% per aiuto pasticcieri. Il dumping contrattuale non si combatte con i proclami, non si supera con soluzioni tecniche. Sarà la rappresentatività del sindacato vero, quello democratico e radicato nei luoghi di lavoro, a sconfiggerlo".  Così il segretario generale Fisascat Cisl nazionale Vincenzo Dell'Orefice, concludendo i lavori del convegno dal tema "Dumping contrattuale nel terziario. Patologia economica e sociale da contrastare', organizzato da Cisl Puglia e Fisascat Cisl Puglia. "La scelta opportunistica di taluni datori di lavoro di applicare ai propri dipendenti cornici contrattuali che sottraggono loro diritti e garanzie sarà revocata unicamente se quei datori di lavoro, soppesando vantaggi e svantaggi, si renderanno conto che i secondi surclassano i primi - ha aggiunto Dell'Orefice - .nfatti, quella del datore di lavoro che applica un contratto in dumping è una determinazione a cui lo stesso giunge dopo aver soppesato i rischi; se saremo più rappresentativi, noi diventeremo una variabile nella formula che determina il rischio, facendo crescere esponenzialmente sia la probabilità che quel datore di lavoro subisca il danno, che la magnitudo del danno che subirà, al fine di indurlo ad abbandonare CCNL “a perdere” per i suoi dipendenti. È la rappresentatività reale del sindacato vero il principale deterrente per arginare i contratti in dumping". 

“Il dumping contrattuale non è una mera definizione giuridica o ideologica, ma un fenomeno che genera costi reali e pesantissimi che si scaricano con forza proprio sul settore del terziario – ha detto il segretario generale della Cisl Puglia, Antonio Castellucci -. In un comparto dove il valore aggiunto è dato quasi interamente dalle competenze e dal fattore umano, l'impatto del dumping è devastante: non si limita a comprimere i salari, ma innesca una spirale di precarizzazione che svuota i servizi di professionalità e qualità”. In questo scenario, il decreto del Primo maggio rappresenta senza dubbio un passo importante e va nella giusta direzione. Dobbiamo spingere con forza sulla contrattazione di secondo livello e sulla partecipazione dei lavoratori alle scelte d'impresa”.

 Per il segretario generale della Fisascat Cisl Puglia, Leonardo Piacquaddio, “occorre riportare al centro la contrattazione collettiva di qualità, rafforzare i controlli negli appalti, responsabilizzare le imprese committenti e impedire che la competizione tra imprese si giochi sulla compressione del costo del lavoro. In questa direzione si muove anche il recente decreto Primo maggio, che interviene sul tema del salario giusto e delle dinamiche contrattuali, rafforzando il ruolo della contrattazione collettiva sottoscritta dalle organizzazioni sindacali e datoriali più rappresentative”.

Ai lavori ha partecipato il direttore di Confcommercio Bari-Bat, Mauro Portoso: “Nel 2025 l’illegalità è costata alle imprese del commercio e dei pubblici esercizi circa 41 miliardi di euro, mettendo a rischio 284mila posti di lavoro regolari (studio Confcommercio). Sul territorio il tema è ancora più sentito – ha detto - perché la spina dorsale del sistema economico è costituita da micro e piccolissime imprese. Unioncamere e il sistema delle Camere di commercio territoriali può dare il giusto supporto anche su tematiche relative al dumping contrattuale partecipando agli osservatori provinciali che le parti sociali stanno mettendo in campo”.

Per il dirigente dell’Ispettorato nazionale del lavoro, Stefano Olivieri Pennesi, i casi di dumping e lavoro irregolare sono molto frequenti proprio nel settore del terziario: “Fondamentale – ha chiarito - è la stretta collaborazione tra sindacati, rappresentanze datoriali e Inl”.

L’intervento di Raffaele Lagravinese, docente di Economia politica all'università Aldo Moro di Bari, si è concentrato sui dati della diffusione del dumping in Puglia, che si colloca al quarto posto a livello nazionale. “La provincia di Lecce presenta un'incidenza superiore al 12%, quasi il doppio della media regionale – ha specificato -. Secondo i dati Confcommercio del primo ottobre 2025, ogni lavoratore soggetto a contratto pirata subisce una perdita media annua di circa 8mila euro, che in situazioni estreme può raggiungere i 12mila 200 euro. Sul versante pubblico, i dati di Confesercenti di dicembre 2025 quantificano in quasi 1,5 miliardi di euro annui il valore sottratto al sistema economico: il minor gettito Irpef supera i 300 milioni euro, mentre il mancato gettito contributivo sfiora i 450 miliardi”.

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