ANDRIA, PASSAGGIO DA IPERCOOP A CONAD: SALVI I POSTI DI LAVORO
Dopo mesi di trattative, il 14 gennaio 2026 si è conclusa la procedura della cessione del ramo di azienda dell’Ipercoop di Andria alla rete vendita Conad.
Per il Segretario generale Fisascat Cisl Puglia, Leonardo Piacquaddio, unitamente ai colleghi della Segreteria territoriale di Bari-Bat, la procedura, dopo numerose riflessioni e proposte fatte all’impresa cessionaria Conad, riceve le migliori garanzie possibili, a partire dalla conservazione del rapporto di lavoro senza soluzione di continuità, per tutti i 95 dipendenti dell’iper che cambieranno casacca da Coop Alleanza 3.0 a Conad.
A partire dal 19 gennaio 2026, tutti i 95 dipendenti passeranno come dipendenti della rete vendita Conad, il quale applica il CCNL del Terziario della Distribuzione e dei Servizi-Confesercenti, differente da quello della Distribuzione Cooperativa, oltre ad un Contratto Integrativo Aziendale, adottato da Coop.
Le Organizzazioni sindacali hanno da subito preteso che i livelli di tutti i dipendenti rinvenienti da Ipercoop fossero armonizzate con i corrispondenti livelli del CCNL TDS-Confesercenti, adottato da Conad, al fine di evitare demansionamenti, contrazioni delle retribuzioni, conglobante anche gli addendum delle retribuzioni per l’applicazione del CIA applicato da Coop Alleanza 3.0, oltre a tutti gli altri Istituti contrattuali già maturati nel corso della vita lavorativa di ogni dipendente svolta all’interno dell’Iper.
La nuova organizzazione del lavoro, adottata da Conad, prevederà una formazione in trasferta dei dipendenti presso altri punti vendita del gruppo Conad.
La Fisascat Cisl Puglia esprime soddisfazione in quanto con la procedura attuata sono stati salvati tutti i posti di lavoro, non sacrificando le condizioni di vita delle lavoratrici e dei lavoratori e delle proprie famiglie, molte delle quali monoreddito.
Dopo un periodo di ristrutturazione dell’iper, alla riapertura del punto vendita, si auspica anche maggiore vivacità nel comparto del Commercio, importante leva economica per garantire la sostenibilità di un comparto che, dal dopo il 2020, anno del Covid, ha visto una battuta di rallentamento delle vendite, e per garantire a tutte le lavoratrici e lavoratori coinvolti una ulteriore dignità di sostentamento economico all’interno dei propri nuclei familiari.
